Il blu elettrico

Ricordo una foto, era un carnevale di tanti anni fa, l’idea di mio fratello era di vestirsi con i vestiti da lavoro di mio padre. Ricordo quel blu elettrico della tuta, ricordo l’orgoglio con cui la portava mio fratello e ricordo le raccomandazioni di mio padre di non sporcarla. Ero piccolo, ma quel blu elettrico mi metteva in soggezione già allora, ma non ne capivo il motivo. Ora lo so, rappresentava tutto l’orgoglio di appartenere alla classe produttiva, la classe operaia. Erano tempi strani quelli, c’era dignità nel portare quella tuta, era come urlare al mondo di appartenere ad un’elite, fatta di migliaia di persone, ma pur sempre un’elite, era il biglietto da visita per dire “Io lavoro, faccio andare avanti il paese”. Perchè la classe operaia era ancora percepita come la base, le fondamenta, il pilastro senza il quale tutto sarebbe crollato. Poi qualcosa è cambiato, nella cultura odierna l’operaio è diventato l’ultimo, non è più fondamentale. Un effetto collaterale dell’egemonia economica sulla politica (il quale ha trovato anche la strada spianata dal Berlusconismo che ha infettato un po’ tutti noi, mandando l’Italia in una profonda crisi sociale) è stato lo sdoganamento della visione dei capi che è diventata visione comune: l’operaio non è più di un numero, un 1 che si perde nella marea di altri 1 per cui se ce ne sono in più o in meno conta poco nelle variabili macro-economiche o sui profitti ultrapompati delle aziende. Si è passati dall’essere pilastri all’essere niente. Quasi fosse una vergogna alzarsi alle sei del mattino per farsi le ore in fabbrica.
È stata questa una delle grosse incapacità della sinistra degli ultimi anni, l’operaio veniva ridotto ad uno stato di subalternità e lei è rimasta a guardare, senza prendere le difese di quella classe da cui negli anni ha attinto voti a mani basse. Ma è venuto il momento di un nuovo riscatto, il liet motiv dei prossimi anni deve essere questo: restituire la dignità al lavoratore, venuta a mancare anche per colpa della mancanza del contatto con le masse, per quel corto circuito tra i circoli territoriali ed i partiti nazionali. Basta poco, riprendere contatto con la base.
La ricostruzione della sinistra e del paese passa anche da questo, la restituzione della dignità a quella tuta blu elettrico e dell’orgoglio in chi la indossa.
Alex
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