Riassunto di una settimana fuori dall’ordinario

L’ultima settimana è stata piuttosto vivace e ricca di eventi che hanno coinvolto più o meno tutta l’Italia e monopolizzato la discussione degli ultimi giorni. E anche se sostanzialmente la settimana non è ancora finita, mi piacerebbe mettere in chiaro alcune questioni.

Domenica 8 Dicembre sono stato impegnato come scrutatore presso il circolo di Scafati alle primarie per la segreteria nazionale del Partito Democratico che hanno visto trionfare con medie turche Matteo Renzi. La giornata di Domenica ha visto una partecipazione straordinaria con oltre due milioni di votanti, anche a Scafati sono venute a votare 900 persone, in calo rispetto alle ultime votazioni ma è fisiologico in quanto non si trattava di scegliere un candidato premier ma il segretario di un partito. Ora, a parte la gran voglia di partecipare ai processi decisionali, che è emersa da queste votazioni, io semplicemente mi auguro che la partecipazione non si fermi solo a questi appuntamenti. Per evitare che un partito si trasformi in un votificio c’è bisogno di ampliare la base della discussione democratica aprendosi all’esterno e raccogliendo tutte le forze che vogliono mettersi in gioco o che hanno semplicemente la voglia di fare qualcosa per il proprio paese. Ciò che mi auguro è che da parte di tutti gli iscritti al partito, partendo dal circolo di Scafati, venga fuori la chiara voglia di allargare il fronte della partecipazione.

Lunedì invece è cominciata una protesta nazionale, indetta dal “Movimento dei Forconi”. Drappelli di duecento, trecento uomini, donne e ragazzi hanno cominciato a bloccare le principali strade di collegamento delle principali città d’Italia. Scopo della protesta è quello di “Mandare a casa la Casta!” e quindi di svuotare il parlamento, ora, partendo dal fatto che lo scopo della protesta sembra portare al nulla, questo fantomatico movimento, si è scoperto essere formato da tutti neo-fascisti che hanno deciso di organizzarsi diversamente dalle solite sigle di Casapound o Forza Nuova solo per sembrare più appetibili al grande pubblico. Anche a Scafati qualcuno ha provato a mettere su una protesta, fortunatamente si è rivelato un flop, dico “fortunatamente” non perché non credo sia giusto manifestare contro o per qualcosa, ma credo che quel qualcosa debba essere reale, ben identificato e identificabile: manifestare “contro il governo” mi sembra tanto una di quelle scuse che si usano quando si frequenta il liceo ma non si ha voglia di andare a scuola. Soprattutto quando si mette in atto una manifestazione ci si deve porre un obiettivo e un fine, ed è quello che è mancato a Scafati, ma soprattutto quello che manca a tutta la protesta che si sta svolgendo in queste ore nelle grandi città italiane. Emblematici sono stati due momenti fondamentali di questa protesta e che tolgono ogni dubbio sulla deriva fascista che sta cercando di intraprendere, il primo il gesto dei poliziotti di Torino, i quali hanno deciso di togliersi il casco davanti ai manifestanti, non si sa per quale motivo non si sa a che scopo, ma sicuramente questo lascia qualche interrogativo, soprattutto se si pone questa immagine in contrapposizione con le immagini dei poliziotti che caricano gli studenti della Sapienza di Roma che manifestavano contro l’austerity fuori le facoltà. Secondo episodio è l’irruzione dei manifestanti all’interno di una libreria con l’intento di bruciare tutti i libri, l’episodio si commenta da solo e rimanda alla memoria immagini del ventennio fascista oltre che ricordare molto da vicino il libro “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury (se non l’avete letto, fatelo il più presto possibile).

A dare una spalla ai “Forconi” poi è intervenuto Beppe Grillo, il quale, dopo aver attuato anch’egli iniziative degne del ventennio mussoliniano, attraverso la rubrica “Giornalista del giorno” sul suo blog, ha chiesto alla polizia di stato di smetterla di difendere la classe politica italiana e, in sostanza, di macchiarsi di insubordinazione e, quindi, smettere di svolgere il proprio lavoro. Partendo dal fatto che una cosa del genere è reato, la deriva populista e fascista che sta prendendo il Movimento Cinque Stelle con Beppe Grillo al capo è un segnale pericoloso per la tenuta democratica di questo paese.

Infine, sono arrivate le parole di Silvio Berlusconi in un intervista ad una radio francese, all’interno della quale ha dichiarato: “Se vado in carcere in Italia ci sarà la rivoluzione!”. A questo punto allora io guarderei con un po’ più di attenzione i “Forconi”, che sembrano volersi portare avanti col lavoro.

Insomma, almeno qui in Italia abbiamo la sicurezza di non annoiarci mai.

Alex

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3 comments

  1. Affermare che il Movimento dei Forconi sia formato da tutti neo-fascisti mi sembra un pò forzato per non dire…qualunquista!

    1. ah mi spiego dall’articolo si evince solo che sei di uno fissato per il PD e basta, e che ce l’ahi con grillo e con i fasci… Dov’è la liberta di pensiero? dov’è la critica? poi scusa prima mi critichi le forze dell’ordine che si tolgono i caschi ad una manifestazione e poi te la prendi con grillo perchè dice che non devono difendere la casta! ma tu da che parte stai, dalla parte delle forze dell’ordine o pensi che siano solo stati polotati anche in questa occasione?? insomma da che parte stai? Dalla parte del PD.

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