Le mani nella merda

Alla fine ci ritroviamo sempre qui, a parlare degli errori degli altri. Stavolta però non mi lascerò trascinare dalla dialettica politica del “siamo migliori di loro”. Vorrei semplicemente portare avanti una riflessione che mi è balzata alla mente nella giornata di oggi, dopo aver visto il polverone causato dall’arresto di Raffaele Marra, braccio destro di Virginia Raggi, Sindaco di Roma (al maschile, perché il termine Sindaca lo ritengo offensivo).

Durante la mia esperienza con Primavera Non Bussa, qui a Scafati, ricordo bene un intervento di Alberto Pesce durante una delle nostre tante riunioni. Era il periodo antecedente alle primarie del centro-sinistra per la scelta del candidato Sindaco di Scafati e stavamo cominciando a scoprire, nostro malgrado, quanto malsano e infetto fosse il clima politico scafatese. Il Dottore Pesce allora disse una frase: “Dovete riuscire ad entrare nella merda fino al collo e cercare di uscirne quanto più puliti possibile”. Solo partendo da questa considerazione della politica si può comprendere il peccato originale del Movimento 5 Stelle. Quando ci si batte il petto, al grido di “Onestà”, atteggiandosi ai puri della situazione, quando non si conosce appieno quello che ci vuole per muovere la macchina amministrativa di una città come Roma (ma potrebbe essere anche Milano, Napoli, Rovigo, Savona o Scafati), quando non c’è conoscenza di quello che può avvenire all’interno di un comune, allora si arriva a questo tipo di incoerenza. Perchè fondamentalmente, lo scalpore creato dall’arresto di Marra non è stato tanto l’arresto in se, ma il fatto che avvenisse a Roma, un comune governato dagli stessi che hanno seppellito Marino (con la complicità di qualcuno del PD) di insulti e nefandezze, e dopo che la Raggi lo aveva difeso così strenuamente. Quindi il Sindaco non può essere accusato di aver agito in malafede, tuttalpiù di essersi fidata della persona sbagliata. Ma qui non stiamo parlando di vita personale, qui si tratta di amministrare la capitale e affidarsi a persone sbagliate, nonostante gli allarmi fossero scattati dal primo momento, denota incompetenza. Un’incompetenza tale che in un rigore di onestà intellettuale avrebbe spinto il Sindaco a dimettersi e terminare questa pantomima. Anche perchè dovere sottolineare ogni volta l’errore o la virgola fuori posto sta diventando stucchevole.

Per finire, in un’italia in cui la partitocrazia è allo sbando stiamo forse cominciando a renderci conto che anche l’idea del partito-non-partito è sbagliata e potrebbe portare a conseguenze nefaste, fino alla scomparsa definitiva dei corpi intermedi. Per cui bisognerebbe provare a riformulare la forma-partito, perchè i corpi intermedi sono necessari e laddove funzionano sono anche efficaci. Bisognerebbe solo trovare il modo di non farli sembrare più come un qualcosa di lontano e diverso, renderli più accessibili, maggiormente fruibili, insomma, più aperti. Ma questo lo si può fare solo cominciando una riflessione seria e sentita, dentro e fuori ai partiti. Altrimenti, resteranno solo vuote parole scritte su una pagina di qualche blog o di qualche libro.

virginia-raggi

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