Uber, Flixbus e l’incoerenza del governo

C’è un po’ di incoerenza di fondo nelle ultime questioni che hanno coinvolto il governo Gentiloni e riguardano, in entrambi i casi, la categoria della “mobilità low-cost”. Da un lato si patteggia con la categoria dei tassisti per porre un freno alla norma “pro-Uber”, dall’altro lato si cerca di mediare per eliminare la norma “anti-Flixbus” contenuta nel Decreto “Milleproroghe”. In tutto questo il governo è in mezzo, sbattuto come una bandiera e non sa assolutamente cosa fare.

In queste situazioni un Presidente del Consiglio (ma anche un Ministro dei Trasporti) dovrebbe prendere in pugno la situazione e tentare di dirimere tutte le questioni esercitando la stessa regola di fondo, essere favorevoli a Flixbus e contro Uber è una contraddizione di fondo. Anche perchè, economicamente parlando, i due succitati servizi non tolgono nulla al normale servizio taxi o alle altre compagnie di trasporto pubblico (sia su gomma che su ferro).

Se prendiamo la predisposizione all’acquisto di ogni persona questa sarà disposta a spendere una determinata cifra per spostarsi. In un range che va da 0 a 100€, ad esempio, ci sarà chi è disposto a spendere 20 e chi 60. Va da se che ai prezzi di mercato attuali chi è disposto a spendere 20€ per muoversi non sceglierà mai un normale taxi o un treno ad alta velocità, e nel caso in cui non esistessero Uber o gli autobus low-cost questa persona sarebbe fuori dal mercato oppure dovrebbe pagare per un servizio più di quanto sia disposta a spendere. E’ proprio qui che nasce il mercato dei trasporti a basso costo, che non devono essere visti come una minaccia da chi su quel mercato c’è già da parecchio ed offre un servizio consolidato. Sono semplicemente l’ampliamento di un’offerta, che non toglie (se non proprio in minima parte quelli che sono su una posizione più borderline) potenziali clienti a nessuno.

Da tutto questo risulta chiaro e netto che non c’è, nelle cose che fa il governo, un progetto o un programma di fondo, e non esistono neanche delle linee guida. Si sono lasciati cogliere impreparati e sono stati costretti a seguire il flusso del momento. La politica, invece, dovrebbe assumere posizioni chiare e precise perchè non si può necessariamente piacere a tutti. In sostanza, se si continua a non voler scontentare nessuno, si finirà per non piacere a nessuno.

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