Società

Legalizziamo, oggi!

Nonostante sia vero che in Italia si apre il dibattito politico solo quando succede una tragedia è pur vero che mai come ora dobbiamo fermarci e pensare un attimo a cosa sta accadendo nel nostro paese. Un paese in cui si sceglie di morire a 16 anni gettandosi dalla finestra, perché ci si rende conto di non riuscire, forse, a sopportare il marchio dell’ignominia.

Aveva 16 anni ed era stato fermato dalla Guardia di Finanza a scuola con dieci grammi di Hashish. Gli perquisiscono anche casa, ma non trovano niente. E’ questo il momento, mentre gli agenti parlano con i genitori, nel momento di umiliazione più grande, che il ragazzo decide di aprire la finestra e di lanciarsi.

Non smetterò mai di dirlo che abbiamo perso contatto con i bisogni delle persone. Perché se non riusciamo a percepire l’urlo disperato di aiuto di un sedicenne che decide di suicidarsi, allora abbiamo fallito, come classe politica, come partito e come persone. Bisogna capire una volta e per tutte che con la politica repressiva ed il proibizionismo non abbiamo risolto niente, ed oltre a piangere i nostri morti finanziamo la malavita organizzata. Non si tratta di sfruttare la morte di un ragazzo per fare propaganda, è un semplice ragionamento su quanto è accaduto e come evitare che tutto questo accada di nuovo. Poiché sono sempre convinto che la Politica debba proporre soluzioni, invece di spremere le meningi su assemblee, congressi e scissioni, credo che il Partito Democratico debba farsi promotore di un’accelerazione sulla legalizzazione delle droghe leggere e deve farlo il più presto possibile.

Per questo il mio invito va a tutti i giovani del Partito Democratico, dei Giovani Democratici e di tutti i movimenti di sinistra, parliamone sempre più, facciamone una battaglia generazionale perché riguarda soprattutto la nostra generazione. Legalizziamo, oggi!

La neige est arrivée

Sto seguendo da qualche giorno la polemica tutta italiana contro Charlie Hebdo e la vignetta sulla tragedia dell’Hotel Rigopiano. Non sono qui per giudicare chi si infuria per una vignetta satirica, o per puntare il dito contro qualcuno urlando “Ora non siete più Charlie!”. Vorrei capire però perché ci si accanisce così tanto contro chi, giustamente o meno, tenta di aprire gli occhi sulle storture del nostro paese. fb_img_1485024176823

Partiamo dalla definizione della parola “Satira”, per facilità la prenderò direttamente da Wikipedia:

La satira (dal latino satura lanx: il vassoio riempito di primizie in offerta agli dei) è un genere della letteratura, delle arti e, più in generale, di comunicazione, caratterizzata dall’attenzione critica alla politica e alla società, mostrandone le contraddizioni e promuovendo il cambiamento.

Sin dall’Antica Grecia la satira ha sempre avuto una fortissima impronta politica, occupandosi degli eventi di stretta attualità per la città (la polis), e avendo una notevole influenza sull’opinione pubblica ateniese, proprio a ridosso delle elezioni.[1][2] Per questo motivo, è sempre stata soggetta a violenti attacchi da parte dei potenti dell’epoca, come nel caso del demagogo Cleone contro il poeta comico Aristofane.[1]

La satira si distingue dalla comicità e dallo sfottò (la presa in giro bonaria)[3], nei quali l’autore non ricorda fatti rilevanti e non propone un punto di vista ma fa solo del “colore”.

Potremmo consultare anche la Treccani, la definizione non cambierebbe. Insomma, si tratta di un modo di criticare la politica e la società mettendo in evidenza, esagerando, le contraddizioni. Sottolineerei la distinzione finale, fornita dalla pagina di Wikipedia, con la comicità e la metterei al centro del ragionamento. Nella satira infatti la componente fondamentale è la critica, il riso o la risata non fanno parte di essa, tuttalpiù una battuta satirica potrebbe generare un riso amaro dovuto alla constatazione della realtà delle cose e di quanto sia ridicola la società in quanto tale. Potrei prendere ad esempio, per farmi capire meglio,  uno dei video degli spettacoli di Bill Hicks.

 

“Houston è una città con 6 milioni di abitanti, 12 milioni di macchine e 27 patenti realmente valide! E’ una città molto attiva e sono lieto di farne parte, perché sono stato a marcire in Oklahoma, nelle sue viscere, cercando di intrattenere persone fissate con l’incesto e la dieta a base di carboidrati […] il cui intero guardaroba consiste in magliette prese ai concerti di Charlie Daniels. Gente che pensa che l’uomo della pubblicità delle Marlboro sia effeminato e donne che lo fanno sembrare davvero tale.”

Sono abbastanza certo che l’Oklahoma non sia esattamente come la descrive, ciononostante sono sicuro che non ci siano state sollevazioni popolari degli abitanti dell’Oklahoma per essere stati definiti degli idioti incestuosi.

Detto questo, io sono sicurissimo che qualcuno che abbia apprezzato la vignetta c’è, ma alla quasi totalità di italiani non è piaciuta, ed il motivo è solo uno: non siamo più abituati a questo genere di cose, perché oramai si fa tutto politically correct e, soprattutto, non siamo più abituati a pensare.

Riuscireste a nominarmi un artista che fa satira in Italia? Sono sicuro che i primi nomi che vi verranno in mente sono Maurizio Crozza e Luciana Littizzetto. Bene, avete visto il video di Bill Hicks, secondo voi sono paragonabili? Io dico di no, non lo sono minimamente. Questo perché i nostri comici di punta, prendono in giro i politici italiani, ma non si sognerebbero mai di descrivere un rapporto di un politico con chi lo vota come un rapporto anale (cosa che ha fatto Daniele Luttazzi anche in diretta tv), questo perché è politicamente scorretto e sicuramente il pubblico non apprezzerebbe. Ma perché non apprezzerebbe? Io credo semplicemente perché non siamo più abituati a pensare. Quando qualcuno ci indica la luna noi guardiamo il dito, ed è fondamentalmente per questo motivo per cui ce la prendiamo così tanto con Charlie Hebdo. Dovremmo indignarci soprattutto con chi permette che queste tragedie siano all’ordine del giorno piuttosto che prendercela con chi scoperchia il vaso di Pandora e ci invita a guardarci dentro e ce lo hanno detto apertamente anche i francesi.

charlie

Dovremmo cominciare a combattere le storture del nostro paese invece di difendere la nostra “dignità italiana” non si sa per quale motivo, non si sa per quale ragione, visto che in ogni caso il fatto che si costruiscano strutture dove non si dovrebbe, che ci sia chi non segue le regole imposte dalla legge, che ci sia chi ride durante un terremoto. E soprattutto non considero chi denuncia e cerca di farci aprire gli occhi un “servo dei poteri forti“, perchè la satira non ha regole, deve prendersela con la società in generale, perchè è la società ad essere sbagliata e noi dovremmo cercare di raddrizzarla.